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domenica 5 aprile 2009

Viaggio nel tempo.

Ho trovato sempre piuttosto bello tornare a casa, l'idea di riavvicinarmi ad un luogo che ha visto nascermi e crescere, in cui ho mosso i primi passi e ho fatto le prime esperienze, un luogo da cui mi sono ormai volontariamente distaccato per inseguire sogni più o meno tangibili.

E per quanto mi allonti sempre di più, ogni volta ritornare è un percorso a ritroso nel tempo: rientrare nella mia camera, la mia scrivania, i miei libri, i miei oggetti, tutto concorre per ricreare in me l'immagine di un periodo della mia vita ormai andato ma a cui continuo a pensare con dolce malinconia.

E adesso, alla luce della mia nuova avventura e della mia nuova esperienza, è ancora più strano e più dolce essere qui: tutto mi appare così immobile, così distante, così arcaico.

E, come sempre, il piacere di essere a casa è simile a quello di una vacanza: un periodo di riposo e di sospensione della monotona attività. Un periodo che finisce presto.

giovedì 5 marzo 2009

Grazie, e buona fortuna.

Nonostante la frequenza dei miei post sia diminuita drasticamente da quando mi diverto ad usare continuamente Twitter, nelle ultime settimane ci sono stati comunque degli eventi degni di nota.

Infatti il Vostro Umile e Affezionatissimo è volato nuovamente in Sicilia per ricevere, previa presentazione dell'ennesima tesi, un altro titolo di studi. L'importanza dell'evento, però, non risiede tanto nel valore della pergamena, poichè difatti non si tratta di un titolo rinomato quanto piuttosto, oserei dire, "di nicchia, quanto nel fatto che si chiude definitivamente la mia avventura in uno dei luoghi più influenti per la mia intera vita.

E così, quasi in sordina, si va avanti.

domenica 18 gennaio 2009

Arrivederci, Catania.

E così, si chiude un altro, piccolo, capitolo della mia vita.

Dopo essere passato indenne attraverso gli esami di abilitazione alla professione di ingegnere, un'esperienza che è stata più fastidiosa che difficile, ecco che finalmente posso abbandonare l'università italiana.

Difatti, più che il momento della laurea, è adesso che posso dire di non avere più nulla a che fare con un mondo in cui ho passato più di 5 anni della mia vita. E questi mesi in attesa dell'abilitazione, passati in parte sempre a Catania, hanno prolungato questa mia esperienza.

Adesso, è proprio finito tutto: stasera riparto per Cambridge, in cui cercherò di iniziare un nuovo capitolo con rinnovato slancio e impegno duraturo. In questo momento guardo al futuro, a cosa potrà accadere e a cosa vorrei nella mia vita.

Ma è con infinita nostalgia che ripenso a questi anni passati a Catania, a tutte le persone che vi ho incontrato, ai luoghi che mi hanno accolto e che, con alterne fortune, sono stati piacevoli o terribili. Agli anni fatti di impegni universitari, esami, studio, progetti e sacrifici, più o meno grossi. Alle piacevolissime serate in compagnia, al maggio catanese che regala un clima così piacevole da invogliare a vivere in maniera potente e veloce.

Ma soprattutto, a splendidi momenti insieme: che però, fortunatamente, non sono legati alla città di Catania quanto piuttosto alla mia personalissima vita. E che quindi, con un po' di pazienza, continueranno ad allietare il mio futuro.

E adesso, una nuova avventura.

giovedì 8 gennaio 2009

Capodanno ibleo

Con enorme e colpevole ritardo riesco a trovare la voglia di parlare del mio Capodanno in terra ragusana: ma non era la voglia di parlarne che latitava, perchè invece è stato davvero bello, ma piuttosto la voglia di riportare su queste pagine le mie impressioni.


Ad ogni modo, sono stati dei giorni davvero piacevoli, insieme a qualcuno che sfortunatamente non era mai stato insieme a me durante il passaggio verso un anno nuovo. E così piccoli gesti si caricano di significati dolci e beneauguranti, in un anno che, probabilmente, non sarà eccezionale come il 2008.

E non posso che ringraziare chi mi ha fatto sentire così ben accolto, in un'atmosfera familiare gioiosa e divertentissima e in un insieme di esilaranti momenti passati insieme. Insomma, è sempre bello sapere di avere più d'una famiglia su cui contare.

Il 2009 è un anno che si apre nell'incertezza, globale e personale: e in un clima del genere diventa sempre più importante poter contare su solidi appigli per mantenere la direzione, per sapere verso dove si sta navigando.

E speriamo tanto, tra 12 mesi, di poter commentare in maniera opportuna anche questo rovente 2009.

mercoledì 31 dicembre 2008

Si (ri)parte.

Qui si parte, stavolta il Capodanno sarà davvero in compagnia dolcissima.

Ripenso ad esattamente un anno fa: una giornata che doveva essere normalissima e che invece rivelò una coda fatta di problemi e di incomprensioni, una fine pessima per il 2007. Il 2008 iniziò in maniera un po' cauta, ma dopo i soliti esami, la laurea, Parigi, l'ammissione al PhD, l'Inghilterra, Cambridge e tutto il resto si è trasformato in un anno di quelli da ricordare per tutta la vita.

E, dopo questo 2008 così pieno di soddisfazioni, di sorprese, di trionfi e di piccoli problemi superati, spero davvero che il 2009 continui sulla stessa strada.

Buon anno, soprattutto a noi.

domenica 7 dicembre 2008

Quiete domestica.

Dicembre è un po' un mese soffice, con quella perenne sensazione di vellutata comodità che le feste riescono a regalare. Un caldo e serico abbraccio quotidiano, sensazione piacevoli e gradevole tepore, nonchè rapporti umani che tendono a rilassarsi e a sciogliersi senza gli attriti soliti.

In questa fase della mia vita, in cui cerco di definire nuove coordinate e un nuovo percorso da seguire, è particolarmente piacevole riuscire a vedere che le stesse difficoltà vengono affrontate da tante persone che mi sono care, e che ugualmente lottano e si affannano per trovare una propria personale soluzione.

Forse a causa del periodo dell'anno, o forse per l'innata propensione all'ottimismo, non faccio altro che sognare e pianificare e tutto va splendidamente al suo posto. Spero solo di non dovermi accorgere con incredibile sorpresa che, magari, il futuro che tanto fortemente stringo tra le mani si sta già sgretolando.

Ma, se anche così fosse, non vedrei l'ora di ricominciare.

domenica 30 novembre 2008

Ritmi diuturni.

E così, il Vostro Umile e Affezionatissimo torna a Catania. La città ha un sapore lievemente diverso, perchè ormai non è più la solita e sregolata vita da studente: adesso il ritmo è molto più cadenzato, scandito dagli impegni quotidiani, dagli appuntamenti che giorno dopo giorno diventano abitudini.

Ma questa riflessione è indipendente dal luogo: anche a Cambridge le mie giornate volavano via in un calendario fisso e abbastanza regolare. Probabilmente è dovuto alla fine dell'università, con la sua dimensione atemporale vaga e nebulosa che ti porta ad organizzare tutto in maniera estemporanea, ad hoc.

Confesso che mi piace: le abitudini mi danno sicurezza, mi danno certezze che rendono tutto più sereno.

E poi, qui a Catania, oltre alla regolarità delle abitudini c'è anche un'intera gamma di sentimenti che mi accompagna per tutto il giorno.

E questo è incredibilmente bello.

sabato 22 novembre 2008

Sguardi aerei.

Con una serenità quasi compassata ho passato la giornata tra treno, aereo e macchina per arrivare nella piovosa Sicilia dalla gelata Cambridge.L'eccitazione tipica del viaggio si sente ormai meno e piccoli accorgimenti aiutano a rendere la giornata di viaggio meno pesante e più serena.

Minuscole gocce di esperienza si accumulano.

Però quando l'aereo si è avvicinato a Catania e ho in un attimo riconosciuto la via Etnea illuminata a giorno, i quartieri della città, la costa verso Acireale, ecco in quel momento tutta l'enormità dei momenti stupendi passati a Catania si è subita resa palese.

Quante cose che ho disseminato per questa città, quanti piccoli dettagli che scatenano viaggi nella memoria degni del miglior Proust.

E adesso, eccomi a casa: è così bello sapere che ovunque vai, ovunque ti trovi, esiste sempre e comunque un posto dove puoi sentirti a casa.

E io ne ho persino più di uno.

lunedì 13 ottobre 2008

Nozze di ferro.

Tornare a casa ed essere un po' sfaccendati significa anche avere un po' di tempo da passare con il parentado, che brama sempre di vedere "il ragazzo", nonostante io abbia ormai passato i venti anni da un pezzo.

E così ho colto l'occasione per andare a visitare due miei prozii che qualche giorno fa hanno festeggiato il 70esimo anniversario di nozze.

Nozze di ferro, le chiamano.

Era il lontano e sbiadito 1938 e loro due, giovani e speranzosi, coronovano un semplice sogno d'amore. Gli anni portano guerre, ricostruzioni, crisi, figli, nipoti, malattie, anzianità: ma si tratta sempre di 70 anni passati insieme, affrontando problemi grandi e piccoli e condividendo ogni cosa, ogni pensiero, ogni gesto.

Mi ha colpito il tenero affetto che li lega ancora, la sensazione di conoscere l'altro a memoria, di averne già visto e rivisto ogni sguardo, ogni parola ormai mandata a memoria dei mille racconti che una persona anziana può riservare.

E mi chiedo dove si annidi questo segreto, questa capacità di rimanersi accanto nonostante tutto e di aggrapparsi ad un'altra persona pervicacemente e tenacemente, superando ogni ostacolo sempre con infinita fiducia nell'altro.

Perchè è proprio quello che cerco, anche dentro me stesso.

sabato 11 ottobre 2008

Equilibrio cercasi

Dopo un sereno e lineare viaggio iniziato nel cuore della notte, sono arrivato in Italia: il volo delle 6 mi ha permesso di riposare sia andando verso l'aeroporto che sull'aereo, difatti il rombo incessante dei rumori non ha potuto contrastare lo stato di catalessi dovuto alle misere tre ore di sonno che avevo accumulato.

E così, eccomi di nuovo a casa: ma stavolta c'è una sensazione nuova, ed è come se per la prima volta sia in vacanza dentro la mia casa.

Forse è dovuto al fatto che ho lasciato tutte le mie cose a Cambridge, forse al fatto che mentre lì mi tengo occupato con il lavoro qui invece il ritmo diventa blando, lento e docile. In ogni caso, la mente vive questa nuovissima sensazione e la trovo vertiginosa in maniera eccitante, quasi vitalmente necessaria.

Ma in tutto questo, mi sento colpevolmente diviso a metà, come una molecola scissa nei suoi componenti elementari.

In questi giorni occorre cercare equilibrio, e trovarlo alla svelta.

mercoledì 1 ottobre 2008

Focolare domestico.

Un viaggio interminabile, complice anche la lontananza dell'areoporto di Gatwick dalla città di Cambridge, mi ha tenuto in movimento per circa 7 ore: ma alla fine, comodamente seduto su un bus della National Express sono arrivato a destinazione.

Il freddo pungente e la tipica umidità inglese mi hanno accolto, come sempre: ormai ho un lieve brivido di sicurezza quando respiro quest'aria così sottilmente pungente, così bagnata e verde di erba. Sembra strano, ma molto lentamente questa nazione e le sue caratteristiche mi stanno diventando comuni, casalinghe.

A sorpresa, vengo accolto con una cena tra amici, ma la stanchezza è tanta e altrettante le cose da fare, così nelle ultime 24 non ho fatto altro che dormire e tentare di lavorare: i primi giorni sono sempre pesanti, occorre stabilizzarsi e organizzare tutto quanto e c'è sempre qualcosa che manca o che si è dimenticato di prendere...

E nel frattempo il pensiero vola velocissimo e crudele alle abitudini di un'altra terra, alle giornate tiepidissime e dolci che sono volate in compagnia: e il freddo che stuzzica, specialmente di notte, non fa altro che aumentare i pensieri e la nostalgia.

In ogni caso, sebbene non in questa misura così ingente, era tutto previsto: si tira su col naso e si va avanti, perchè presa una strada non si torna indietro.

Ma al prossimo bivio, magari, si sceglie più oculatamente.

E nel frattempo, mi scaldo con negligenza ad un focolare che purtroppo di domestico non ha proprio nulla. Almeno per ora.

martedì 30 settembre 2008

Distanze.

Ci sono degli attimi che nella vita sembrano contare particolarmente tanto, spesso perchè avvertiti come punti focali di un percorso a tappe. E di certo ne rappresentano un po' l'estrema divisione in segmenti, con il loro carico di arbitraria scelta che sfrangia l'albero delle possibilità.

E così, in questo momento così gravido di conseguenze, avverto con lucido livore lo scarto temporale che la vita compie, la tettonica personale che scuote le fondamenta e distrugge e crea, trasformando ciò che è stato in ciò che sarà.

Un inizio, e speriamo che sia di quelli migliori. Ne abbiamo proprio bisogno.

Ci si risente al più presto, a migliaia di kilometri da qui.

martedì 23 settembre 2008

Strani giorni.

No, non sono completamente sparito.

Semplicemente ogni volta che devo scrivere qualche cosa è così minima e ridicola che preferisco usare Twitter.

E poi, si tratta di un periodo delicato e molto, molto teso: un mese di transizione in cui si chiude la mia quinquennale esperienza di studente a Catania, con tutto ciò che questa città si porta con sè.

Un bel cambiamento, insomma.

Perchè mi sposto a Cambridge, a cercare fortuna in una terra che dovrebbe rivelarsi meno oscura e intricata di questa.

E quindi sono proprio strani giorni, in bilico tra la vertigine del cambiamento e e la tristezza della nostalgia.

sabato 13 settembre 2008

Forza d'animo.

Non tutte le persone riescono a reagire con solidità agli inconvenienti che la vita, da beffarda burlona, si diverte a scagliarci contro. 


Da parte mia, posso dire di aver sviluppato (o ereditato, questo ancora non l'ho compreso pienamente) un saldo ottimismo, che mi consente di adoperarmi con tutti i mezzi a mia disposizione per raggiungere gli obiettivi che mi pongo.

Ma quando la dose di ottimismo non basta più, specialmente perchè magari è da dividere tra più persone, quando non faccio che domandarmi perchè il resto del mondo ha smesso di essere razionale e precipita in una spirale di autocommiserazione e autodistruzione, quando avrei voglia di tagliare ogni mezzo di comunicazione e rinchiudermi in una stanza da solo con un libro, ecco si tratta di quei momenti in cui mi dico che forse, in fin dei conti, occorre moltiplicare l'ottimismo e distribuirlo a chi ne ha bisogno.

Forse l'amore è un po' anche questo: accrescere le proprie qualità regalandole all'altro, magari diluendo i propri difetti tra i sorrisi.

Speriamo bene, chè sono fiducioso.

lunedì 1 settembre 2008

Variabile non definita.

Una piacevola chiacchierata a cena scatena la riflessione che la mia settimana
esplorativa a Cambridge è ormai finita: il lavoro è stato parecchio e, come
sempre in questi casi, sarebbero serviti dei giorni in più per concludere in
maniera soddisfacente quanto iniziato.

Il pensiero di tornare a casa mi risuona in mente, ma ancora più profonda è la
riflessione sul concetto stesso di "casa". Per la prima volta nella mia vita
questa parola non ha un significato ben preciso: la fine della vita
universitaria, la laurea, la necessità di andare via, la scelta di un cammino da
intraprendere, tutti fattori che concorrono a mescolare le carte e rendono i
prossimi mesi incerti, sconosciuti.

E' una variabile non definita, un evento che in informatica può costare molto caro e a volte far interrompere un intero programma. Ma allo stesso modo è uno degli strumenti più potenti per aggiungere versatilità ai propri programmi, permettendo di reagire in maniera opportuna alle variazioni dell'ambiente operativo.

Si tratta quasi di una vertigine, una smisurata altezza proprio dinanzi ai miei piedi: una
sensazione inebriante ma al contempo piuttosto destabilizzante. Di sicuro è un
periodo difficile da gestire, sia interiormente che con gli altri, e le prime
avvisaglie sono parecchio complicate da sostenere.

A volte mi viene davvero la voglia di smettere di lottare, di andare avanti con
velocità e forza, di inseguire un sogno dietro l'altro. Ma è solo un attimo,
perchè le energie non mancano, la pazienza è tanta e piano piano, anche di
fronte a chi forse non riesce a credere che sia possibile, si riesce ad ottenere
un successo dietro l'altro.

In ogni caso, è un periodo delicato e cruciale: ma questo non deve diventare nè
un mantra da ripetere per ottenere sicurezza, nè una scusa dietro cui
nascondersi.

Poi però c'è una sera come questa, acuita dalla pioggia scrosciante sulle
finestre e dalla distanza più emotiva che fisica, e davvero si trema sin dalle
fondamenta. Le scelte più facili sembrano le più difficili, le incomprensioni si
moltiplicano e i sacrifici fatti hanno un sapore più amaro.

Stringo i denti, passerà...o no?

lunedì 25 agosto 2008

Bank Holiday.

Seduto nella mia umile camera da letto, in una casa bellina al centro di Cambridge, cerco di mettere ordine negli eventi di questa lunghissima giornata, iniziata quando il sole non era nemmeno sorto nel cielo e gli occhi erano impastati di sonno in maniera inequivocabile!

Tornare in Inghilterra dopo meno di un anno è stato davvero interessante. Atterrare e sentire subito quel clima a metà tra il sereno e il piovoso, il fresco odore dell'aria, la gentilezza diffusa all'aeroporto: tutto come ricordavo, e le sensazioni assomigliano più ad un deja-vù che a una nuova esperienza.

E' incredibile constatare come niente sembra essere cambiato: sembra di essere appena stati in Tottenham Court Road, di essere usciti da un pub ancora un po' brilli, in attesa della consueta visita da Sainsbury's per la spesa quotidiana.

Ma invece stavolta Londra è solo di passaggio, perchè la destinazione finale è un'altra, del tutto diversa: si va a Cambridge, diametralmente opposta alla grande metropoli.

Tanto Londra è governata dalla confusione e dalla fusione degli stili e delle opportunità, allo stesso modo la piccola Cambridge riluce di ordine, silenzio e uniforme, altera medievale eleganza.

Ciò che colpisce più di tutto è il silenzio, il vuoto: forse a causa del Bank Holiday, nessuno si aggira per le strade, tutti i locali e i negozi sono chiusi o stanno per farlo, nessun rumore si ode tra i parchi e tra i vicoli. La sensazione è di pace, ed è notevole: adesso, poco prima di andare a letto, l'unico rumore percepibile è quello delle mani sulla tastiera.

E così, si inizia una nuova avventura. Anche questa, come sempre, ricca di sacrifici e, speriamo, di soddisfazioni.

E chi lo sa se è quella giusta.

domenica 24 agosto 2008

Si ricomincia - Let's start again


Foto: Lebeus

Estate grandiosa, sotto tutti i punti di vista, quella appena passata: piccole e grandi conquiste, una laurea in più sul groppone, rapporti interpersonali migliorati e tanti viaggi, insieme a lei finalmente.

Ma non si può mai abbassare la guardia: mentre ci si riposa, il resto del mondo corre a velocità elevatissima e quindi non si può restare con le mani in mano.

Specialmente adesso che divento artefice del mio futuro e mi ritrovo, con tutta l'ebbrezza che ne deriva, sul mercato del lavoro.

E così, domattina si decolla per Cambridge: sarà soltato una settimana esplorativa, ma spero davvero di seminare bene e raccogliere in futuro.

Il Computer Lab sembra davvero un bel posto dove lavorare...

E, dopo un anno, si ritorna tra i gelidi britannici.

Chi l'avrebbe mai detto.

mercoledì 13 agosto 2008

Di ritorno o di passaggio..?

E dopo essere stati nella città magica per eccellenza, giusto un paio di giorni a casa e si parte di nuovo.

Stavolta, però, sarà il mare siciliano, finalmente.

Ma sempre in ottima compagnia.

A presto!

domenica 3 agosto 2008

Si parte.

Queste settimane sono state ricche di dolce far nulla e finalmente sono riuscito a staccarmi dal mio portatile, con cui ho lavorato ininterrottamente per quasi 24 mesi...

...e adesso si parte: tutto è quasi pronto, la valigia è ancora aperta, la guida turistica è stata sfogliata e la voglia di iniziare una nuova avventura è tantissima.

E, finalmente, insieme.

A presto!

lunedì 28 luglio 2008

La Scuola Superiore di Catania rischia di chiudere.

La Scuola Superiore di Catania sta morendo sotto i nostri occhi.

La Scuola Superiore di Catania è un'istituzione universitaria di eccellenza, questo significa che è un luogo in cui studenti universitari studiano in modo intensivo e specializzato. La selezione di questi studenti avviene su base totalmente meritocratica. La Scuola Superiore di Catania è l'importazione del modello delle ben più celebri Scuola Normale e Sant'Anna a Pisa, è improntata su un modello di alta qualità in stile anglosassone e costituisce un centro d'Eccellenza unico per il meridione.

La Scuola Superiore di Catania chiude perché non ci sarebbero più i finanziamenti.

I finanziamenti sono sempre per forza di cose inferiori agli interventi che un paese richiede. Per questo occorre la politica: per valutare e definire le priorità. La scelta di avviare l'esperienza della Scuola Superiore di Catania, è stata fondata sulla considerazione che per colmare realmente il divario fra nord e sud del paese, è prioritario offrire condizioni di sviluppo sostanziali, e queste condizioni partono dall'offrire la concreta opportunità ai meritevoli di non dover lasciare la propria terra per affermarsi professionalmente ed umanamente. Il sud può ripartire solo dalle persone, ma queste non possono essere costrette a scegliere fra la propria terra e le proprie aspirazioni. Per questo ci serve la Scuola Superiore di Catania. Non chiediamo niente di più di ciò che non sia già nostro: la possibilità di vivere e realizzare le nostre aspirazioni nel meridione, senza dover emigrare per fare la nostra parte in questo paese.

La Scuola Superiore di Catania deve continuare ad esistere e ad aiutare i giovani studenti.

La scelta di non rinnovare il finanziamento, di non premiare con l'autonomia una realtà che ha superato brillantemente la sperimentazione decennale a cui è stata sottoposta, non può che essere una scelta di penalizzazione del mezzogiorno e quindi in ultima analisi dell'intero paese. Per questo chiediamo a gran voce che venga riconsiderata la posizione del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, per questo vi chiediamo di sostenerci aggiungendo la vostra voce alla nostra in calce a questa petizione: www.firmiamo.it/sopravvivissc.

Vi prego anche di fare girare questo appello sui vostri blog/siti.

[via Mushin]