mercoledì 25 marzo 2009

Tipping point.

Giorni pieni ed importanti, in cui sono cambiate tante minuscole e piccole cose, ma tutte molto importanti.

C'è da dire che sono riuscito ad ottenere un ottimo voto al mio test di lingua inglese: sinceramente mi sono particolarmente stupito, perchè, nonostante la mia prolungata permanenza qui a Cambridge abbia senz'altro giovato, ho avuto davvero poco tempo per prepararmi all'esame. E si è trattato davvero di qualcosa molto veloce ed impegnativo, visto che in poco più di 3 ore ho dovuto ascoltareleggerescrivere.

Ma alla fine, sono ufficialmente capace di capire e parlare l'inglese.

Un altro notevole cambiamento è quello di aver ricevuto un ottimo MacBook nero dal dipartimento, specialmente perchè è il mezzo con cui lavoro ogni giorno. Ho quasi sempre utilizzato Linux per lavorare e Windows per tutto il resto e non avevo mai avuto il piacere di adoperare Mac Os X. E devo dire che si tratta davvero di qualcosa di molto, molto bello: apprezzo sempre di più tutti i piccoli accorgimenti estetici che ti ipnotizzano davanti al monitor.

Per dirne una, passo ore a spostare finestre da un monitor all'altro in ufficio...

E infine, sembra che ormai ogni ostacolo burocratico per la mia permanenza qui a Cambridge sia stato eliminato: dal mese prossimo sarò anche io uno studente di dottorato al Computer Lab.

E inizia seriamante una nuova vita...ma sempre tenendo bene in vista l'obiettivo finale.

venerdì 6 marzo 2009

Tesori nascosti in questo 2009.

In queste settimane sto lavorando davvero molto e quindi sono parecchie ore al giorno al computer e in assorta concentrazione. E quando lavoro al computer, specialmente se devo programmare, ascolto tantissima musica.

Quindi ecco qualche minuscolo e velocissimo consiglio per questo scorcio del 2009.

The Prodigy - Invaders must die
Non hanno forse la potenza con cui hanno inondato il mainstream con la cultura rave nel 1997, anno in cui il fatidico "The fat of the land" ebbe i natali, ma questo nuovo lavoro ci conferma che i maestri nel loro genere, qualunque esso sia, rimangono loro. Potenza, techno e un pizzico di dancefloor. Personalmete il quasi-reggae di "Thunder" mi fa impazzire.



Wavves - Wavves
Di certo il noise-pop potrebbe non essere il genere preferito da molti, ma questa scanzonata e incredibilmente folle one-man band colpisce con freschissa irruenza, con liberatoria violenza. E, nonostante tutto, la melodia è al centro di tutto. Atonale, caotico, destruttrato. Stupendo.



The Pains Of Being Pure At Heart - The Pains Of Being Pure At Heart
Se avete apprezzato i Glasvegas, ma siete ormai restii a confessarlo perchè, diciamolo chiaramente, li conoscono un po' tutti, potete stupire i vostri amici con questo zuccherossismo gruppetto newyorkese, in cui il sapore East Cost si coniuga con un sapiente ed accorto uso delle chitarre e della distorsione. Shoegaze ma non troppo.





Soap&Skin - Lovetune for Vacuum
Una rivelazione incredibile: un'intera gamma di oscure e dolcissime sensazioni, un affresco di tagliente cantautorato elettronico, arrangiamenti orchestrali, glitch sparsi e una tendenza alla tragedia. Tutto in una diciottente austriaca, che mette tutta se stessa in queste canzoni nere e bellissime, accorate, tragiche, romantiche. Una voce da mettere i brividi.







[Anche su musica.bloglist.it]

Il paese reale.

Per motivi piuttosto noiosi e del tutto irrilevanti, ho passato la giornata di oggi nell'altra università di Cambridge, la meno famosa Anglia Ruskin University. E non ho potuto non notare le grosse differenze che ci sono tra questi studenti e i fantastici allievi della più rinomata University of Cambridge.

Essenzialmente, all'Anglia Ruskin gli studenti hanno una vita sociale: il campus è pieno di persone che chiacchierano amichevolmente senza menzionare tensori quadridimensionali o l'influsso dei Pitagorici sui vangeli apocrifi. Molto più probabile, invece, diventa sentire per sbaglio conversazioni assolutamente normali sull'affitto da pagare, la lezione da seguire o sul prof da odiare.

E, tra tutti i piccoli dettagli che ho osservato, e che potrebbero riempire diverse pagine, rimane la sublime frase


"I am still fucking stuck with that psychoanalysis-shit."

Insomma, molto più simile ad una tipica università italiana. Mentre probabilmente è questo il paese reale, mi chiedo come abbia fatto a non rendermene conto prima...

giovedì 5 marzo 2009

Grazie, e buona fortuna.

Nonostante la frequenza dei miei post sia diminuita drasticamente da quando mi diverto ad usare continuamente Twitter, nelle ultime settimane ci sono stati comunque degli eventi degni di nota.

Infatti il Vostro Umile e Affezionatissimo è volato nuovamente in Sicilia per ricevere, previa presentazione dell'ennesima tesi, un altro titolo di studi. L'importanza dell'evento, però, non risiede tanto nel valore della pergamena, poichè difatti non si tratta di un titolo rinomato quanto piuttosto, oserei dire, "di nicchia, quanto nel fatto che si chiude definitivamente la mia avventura in uno dei luoghi più influenti per la mia intera vita.

E così, quasi in sordina, si va avanti.