sabato 15 dicembre 2007

A life less dolce.

Il New York Times dedica un intenso articolo di approfondimento al nostro paese, che sembra aver perso la speranza nel futuro in una malessere generalizzato di tutta la società.

Non manca niente: la crisi economica, la disaffezione nei confronti della politica, la precarietà del lavoro, la meritocrazia inesistente, i costanti sotterfugi della vita di tutti i giorni, la litigiosità televisiva, l'invecchiamento della popolazione.

E' proprio vero: si tratta di un grandissimo paese dalla stupenda storia, dove la vita è stupenda e in cui milioni di turisti arrivano ogni anno.

Ma è proprio questo è il nocciolo della questione: è il posto perfetto per una vacanza, ma se è la tua intera vita a svolgersi in Italia allora le cose iniziano a cambiare.

Che dire: l'età mi porta ad avere fiducia nel futuro, ma di certo è un grosso sforzo riporla in questo stanco e affannato paese.

Ed è proprio così, e lentamente la "dolce vita" diventa sempre meno gustosa.

5 commenti:

Lieve ha detto...

Mentre ascoltavo questo servizio al telegiornale ho pensato "Parlano giusto gli americani...chi più stressato di loro?" Poi però ci ho riflettuto di più ed effettivamente adesso non me la sento di dargli torto... o_0

maelstrom ha detto...

Saranno pure più stressati, ma magari hanno più fiducia nel futuro, mentre noi non sappiamo più dove guardare, per cercare un lumicino di speranza che non esiste...

della ha detto...

La foto è geniale, c'è modo di ottenerne una versione ad alta risoluzione?

Comunque, la Littizzetto diceva ieri sera che noi siamo il paese dove, quando c'è un alluvione, arrivano gli alpini, la protezione civile e tantissimi volontari. A New Orleans saccheggiavano i supermercati e sparavano dai tetti.

Proprio perché non siamo gli ottuagenari che governano il paese, non dobbiamo rassegnarci ad un breve termine scoraggiante, ma pensare al futuro che noi vedremo e loro no.

Gli italiani hanno tutta la flessibilità e le capacità per ritirarsi su dalle situazioni di emergenza. Ci è sempre andata così: dopo vent'anni di fascismo, i nostri nonni hanno avuto il coraggio e la generosità di andare sulle montagne a combattere per la nostra libertà... dei disastri naturali ho già detto. La Fiat sembrava stesse per fallire. Cacchio, perfino nel calcio i nostri milionari viziati, nel momento in cui la loro pochezza va a finire sui giornali tirano fuori gli attributi e vanno a dare lezioni al resto del mondo.

I talenti e la cultura non li abbiamo persi, in fondo i cervelli che fuggono li si continua a produrre. Siamo discontinui per vocazione e pessimi nell'ordinaria amministrazione (e forse è per questo che ci teniamo così tanto all'unione europea: daremmo il meglio se fossimo governati da altri), ma ad un paese che scivola nella mediocrità non ci credo.

Lieve ha detto...

Mah...io non credo che il nostro paese sia sull'orlo del baratro, ma penso comunque che ci stia andando incontro.
E' vero che manca la speranza per il futuro, più ci penso e più l'unica soluzione che mi viene in mente è il miracolo-soluzione che di per sè non è molto realistica
o_0

Rachel ha detto...

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