lunedì 1 settembre 2008

Variabile non definita.

Una piacevola chiacchierata a cena scatena la riflessione che la mia settimana
esplorativa a Cambridge è ormai finita: il lavoro è stato parecchio e, come
sempre in questi casi, sarebbero serviti dei giorni in più per concludere in
maniera soddisfacente quanto iniziato.

Il pensiero di tornare a casa mi risuona in mente, ma ancora più profonda è la
riflessione sul concetto stesso di "casa". Per la prima volta nella mia vita
questa parola non ha un significato ben preciso: la fine della vita
universitaria, la laurea, la necessità di andare via, la scelta di un cammino da
intraprendere, tutti fattori che concorrono a mescolare le carte e rendono i
prossimi mesi incerti, sconosciuti.

E' una variabile non definita, un evento che in informatica può costare molto caro e a volte far interrompere un intero programma. Ma allo stesso modo è uno degli strumenti più potenti per aggiungere versatilità ai propri programmi, permettendo di reagire in maniera opportuna alle variazioni dell'ambiente operativo.

Si tratta quasi di una vertigine, una smisurata altezza proprio dinanzi ai miei piedi: una
sensazione inebriante ma al contempo piuttosto destabilizzante. Di sicuro è un
periodo difficile da gestire, sia interiormente che con gli altri, e le prime
avvisaglie sono parecchio complicate da sostenere.

A volte mi viene davvero la voglia di smettere di lottare, di andare avanti con
velocità e forza, di inseguire un sogno dietro l'altro. Ma è solo un attimo,
perchè le energie non mancano, la pazienza è tanta e piano piano, anche di
fronte a chi forse non riesce a credere che sia possibile, si riesce ad ottenere
un successo dietro l'altro.

In ogni caso, è un periodo delicato e cruciale: ma questo non deve diventare nè
un mantra da ripetere per ottenere sicurezza, nè una scusa dietro cui
nascondersi.

Poi però c'è una sera come questa, acuita dalla pioggia scrosciante sulle
finestre e dalla distanza più emotiva che fisica, e davvero si trema sin dalle
fondamenta. Le scelte più facili sembrano le più difficili, le incomprensioni si
moltiplicano e i sacrifici fatti hanno un sapore più amaro.

Stringo i denti, passerà...o no?

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